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Dintorni · Monumenti

Forte Michelangelo, la fortezza all'ingresso del porto

La grande fortezza cinquecentesca che sorveglia l'ingresso del porto di Civitavecchia. Iniziata per volere di papa Giulio II, è il simbolo della città e della sua storia difensiva pontificia.

All'ingresso del porto Fortezza del Cinquecento
Forte Michelangelo
Forte Michelangelo.

Arrivando a Civitavecchia dal mare, la prima cosa che si vede è lui: un blocco di pietra massiccio, con torrioni massicci e una torre più alta al centro, piantato all'ingresso del porto. È Forte Michelangelo, la fortezza che da cinque secoli sorveglia lo scalo ed è diventata il simbolo della città. Da Amos Port-Suite lo raggiungi a piedi in pochi minuti, ed è uno dei monumenti militari più importanti del litorale laziale.

Una fortezza contro i pirati

All'inizio del Cinquecento le coste del Tirreno erano esposte alle incursioni dei pirati, e il porto di Civitavecchia era uno scalo strategico per lo Stato pontificio. Per difenderlo papa Giulio II decise di costruire una grande fortezza all'imboccatura del porto e ne affidò il progetto a Donato Bramante. Un'iscrizione all'ingresso ricorda che fu il papa in persona a posare la prima pietra. Per questo, in origine, la fortezza era conosciuta anche come Fortezza Giulia.

Dopo la morte di Giulio II i lavori proseguirono a lungo, portati avanti dagli allievi e collaboratori di Bramante, tra cui Antonio da Sangallo il Giovane, e la fortezza fu completata sotto papa Paolo III Farnese. Il complesso è uno degli esempi più importanti dell'architettura militare pontificia del Rinascimento.

Perché si chiama Forte Michelangelo

Il nome con cui tutti oggi conoscono la fortezza viene da Michelangelo Buonarroti, a cui la tradizione attribuisce il completamento dell'opera e in particolare il disegno del mastio, la torre ottagonale più alta al centro del complesso. Gli studiosi discutono ancora su quanto sia stato concreto il suo intervento, ma il nome è rimasto, e insieme a Bramante e Sangallo rende la fortezza un raro caso in cui tre grandi nomi del Rinascimento si incontrano nello stesso cantiere.

All'esterno colpiscono le proporzioni: le mura spesse, i quattro torrioni agli angoli, il mastio che domina l'insieme. Il modo migliore per apprezzarla è girarle intorno passeggiando lungo il porto, guardandola dalla Darsena Romana e dal lungomare, da dove si capisce bene la sua posizione all'ingresso dello scalo.

Visitare il forte oggi

Forte Michelangelo non è un museo aperto tutti i giorni. Al suo interno hanno sede la Capitaneria di Porto e altri uffici, per cui la visita libera è limitata e molte aree non sono accessibili al pubblico. In alcune occasioni, durante eventi e iniziative culturali, il forte apre le sue porte: in una delle torri si trova anche una piccola cappella dedicata alla patrona della città, la santa a cui è dedicato l'articolo Santa Fermina, la patrona che viene dal mare.

Il forte si trova in area portuale e l'accesso interno non è libero. Per sapere se e quando sono previste aperture o visite guidate, consulta i canali ufficiali dell'Autorità di Sistema Portuale e del Comune di Civitavecchia prima di andare.

Anche senza entrare, il forte merita una passeggiata: è il punto da cui partire per scoprire il centro, il porto e il vicino Ghetto, nato proprio tra le mura della fortezza e la cinta muraria di papa Urbano VIII.

Consigli pratici

  • Guarda il forte prima di tutto dall'esterno, passeggiando lungo il porto e il lungomare: è da lì che si capiscono le sue dimensioni.
  • Per l'accesso interno informati in anticipo sui canali ufficiali dell'Autorità di Sistema Portuale e del Comune: le aperture sono occasionali.
  • Se arrivi o riparti con una crociera, guarda il forte dal ponte della nave: l'ingresso del porto è il punto da cui si vede meglio.
  • Abbina la visita al Ghetto e alla Darsena Romana: sono tutti raggiungibili a piedi in un unico giro dal centro.