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Dintorni · Storia

Il Ghetto, il quartiere delle sere in centro

Il quartiere storico tra Forte Michelangelo e le mura del porto, nato alla fine del Seicento attorno a piazza Antonio Fratti. Di giorno vicoli tranquilli, la sera il cuore della vita cittadina.

Nel centro storico Quartiere storico
Il Ghetto
Il Ghetto.

Se chiedi a qualcuno di Civitavecchia dove si va la sera, la risposta è quasi sempre la stessa: al Ghetto. È il quartiere storico che si stringe attorno a piazza Antonio Fratti, nel centro della città, tra Forte Michelangelo e le mura che guardano il porto. Da Amos Port-Suite ci arrivi a piedi, senza bisogno di auto, ed è uno dei primi posti da vedere per capire com'è fatta la città.

Un nome che racconta un progetto mai realizzato

Il quartiere nasce nel Seicento. Alla fine del secolo papa Innocenzo XII destinò quest'area, chiusa tra Forte Michelangelo e la cinta muraria voluta da papa Urbano VIII, a ospitare la comunità ebraica. Da qui il nome, che è rimasto fino a oggi. Le fonti locali raccontano però che il Ghetto non fu mai davvero abitato da famiglie ebree: le sue case furono occupate soprattutto da famiglie di pescatori e da lavoratori arrivati dal Regno di Napoli, attirati dal porto e dal lavoro sul mare.

È una storia che spiega bene il carattere del quartiere: un rione popolare, di gente di mare, cresciuto a ridosso delle fortificazioni pontificie. Camminando tra le sue strade si notano ancora gli edifici d'epoca, le facciate semplici e i passaggi stretti tipici dei quartieri di porto.

Piazza Fratti e i vicoli pedonali

Il centro del quartiere è piazza Antonio Fratti, a due passi da Corso Centocelle e dall'ingresso al porto. Intorno si apre una rete di vicoli pedonali dove, di giorno, il ritmo è quello tranquillo di un rione abitato: botteghe, case abitate, gente che si saluta da una porta all'altra. Le strade sono brevi e il quartiere si gira in poco tempo, ma vale la pena farlo con calma, fermandosi a guardare i dettagli.

Da qui è facile proseguire verso il mare: il Porto Storico e il Forte Michelangelo sono subito oltre le mura, e in una sola passeggiata metti insieme il quartiere più vivo della città e la sua parte più antica. Se ti interessa la storia lunga del porto, dalla città romana di Centumcellae fino a oggi, trovi un approfondimento nell'articolo Da Centumcellae a Civitavecchia.

La sera al Ghetto

Quando fa buio il quartiere cambia faccia. Negli ultimi anni i locali sono aumentati, soprattutto lungo via Enrico Toti, e la sera i tavolini all'aperto riempiono le strade: è qui che i civitavecchiesi si ritrovano per un aperitivo, una cena di pesce o due chiacchiere dopo il lavoro. Nella bella stagione l'atmosfera è vivace fino a tardi, mentre d'inverno si sposta nei locali al coperto ma resta il punto di ritrovo della città.

Per chi alloggia ad Amos Port-Suite il Ghetto è la soluzione più comoda per la cena: si esce a piedi, si cena senza pensare all'auto e si rientra in pochi minuti. Vale anche la sera prima di una crociera, quando vuoi goderti la città senza allontanarti troppo dal porto. Con la colazione non inclusa, il centro intorno è anche il posto dove trovare bar e negozi di alimentari per il mattino.

Consigli pratici

  • Vieni due volte: una di giorno per vedere vicoli ed edifici con calma, una la sera per l'atmosfera dei locali.
  • Nei fine settimana d'estate i tavolini all'aperto si riempiono presto: se vuoi cenare con calma, prenota o arriva presto.
  • Combina la visita con una passeggiata al Porto Storico e a Forte Michelangelo, che sono subito oltre le mura.
  • Muoviti a piedi: il quartiere è vicino a casa e le strade intorno al centro sono spesso trafficate e con pochi posti per parcheggiare.