Sulla collina alle spalle di Civitavecchia, lontano dal traffico del porto, c'è un grande complesso termale romano che pochi crocieristi vedono. Si chiama Terme Taurine, ma in città lo trovi spesso indicato anche come Terme di Traiano. Non è un sito da folla: si visita con calma, fra muri in laterizio, vasche e ambienti riscaldati, con la campagna intorno. Ecco cosa sapere per capire quello che stai guardando.
Il nome e la leggenda del toro
Il nome viene da una leggenda antica. All'inizio del V secolo il poeta Rutilio Namaziano, che era stato prefetto di Roma, passò da queste parti durante il suo viaggio verso la Gallia e raccolse la tradizione del luogo: un toro, raspando il terreno con lo zoccolo come fanno i tori prima di uno scontro, avrebbe fatto sgorgare la sorgente calda. Rutilio aggiunge che dietro quel toro poteva nascondersi un dio. Da qui il nome Aquae Tauri, le acque del toro.
L'attribuzione a Traiano è invece una tradizione legata al fatto che proprio questo imperatore fece costruire il porto di Centumcellae. Gli studiosi hanno anche ipotizzato un collegamento con una villa imperiale descritta da Plinio il Giovane, ma resta un'ipotesi: oggi il sito viene letto come un vero e proprio stabilimento termale.
Due fasi, due complessi
Camminando fra le rovine ti accorgi che le terme non sono nate tutte insieme. La parte occidentale è la più antica e risale all'età repubblicana: qui si riconoscono ambienti circolari e a pianta basilicale, con vasche per immersioni in acqua molto calda e sale dove si conversava e si riposava.
La parte meglio conservata è quella costruita sotto l'imperatore Adriano, successore di Traiano. È un settore monumentale, con una grande piscina coperta da una volta a crociera, nicchie decorative e pavimenti in marmi pregiati. In origine le pareti erano rivestite di stucchi, intonaci colorati e marmi rari: quello che resta oggi è la struttura, ma con un po' di immaginazione si capisce quanto fosse ricco questo posto.
Come funzionavano le terme
Le Terme Taurine sono un buon posto per capire come si faceva il bagno in età romana. Il percorso passava attraverso ambienti a temperatura diversa: il tepidarium, tiepido, il calidarium, caldo, e il laconicum, per i bagni di sudore. Il calore arrivava dal basso grazie all'ipocausto, un sistema di intercapedini sotto i pavimenti in cui circolava aria calda.
C'erano poi gli spogliatoi, le vasche fredde all'aperto, gli spazi per i massaggi e un ambiente particolare, l'heliocaminus, che sfruttava il calore del sole per far sudare i bagnanti. Dopo la fine dell'Impero le terme decaddero e vennero abbandonate in seguito alle guerre gotiche, finché scavi e restauri non ne hanno restituito la pianta.
Prima di andare
Il sito dipende dalla Direzione Regionale Musei Lazio del Ministero della Cultura ed è stato interessato da lavori di consolidamento e restauro, con aperture in giornate a calendario. Il consiglio quindi è semplice: prima di partire controlla sul sito ufficiale della Direzione Regionale Musei Lazio se le terme sono aperte, in quali giorni e con quali modalità di accesso.
Le terme si trovano a nord della città, in Via Terme di Traiano: conviene andarci in auto o in taxi. Porta scarpe comode e, d'estate, acqua e cappello, perché la visita si svolge all'aperto. Nella stessa zona ci sono i Bagni della Ficoncella, dove le acque termali si usano ancora oggi: le due visite si possono abbinare nella stessa uscita. Se vuoi vedere i reperti, una sezione del Museo Archeologico Nazionale è dedicata proprio alle Terme Taurine e al porto di Traiano.
Un bagno caldo anche al rientro
Dopo una mattina fra vasche e ipocausti romani viene voglia di un bagno caldo anche a te. Amos Port-Suite è nel centro di Civitavecchia, a pochi minuti a piedi dal porto storico, e ha due suite con vasca idromassaggio in camera: l'Amos Suite, in stile moderno, e la Romantic Cave, rivestita in pietra e con sauna privata. Un modo per chiudere la giornata restando in tema. I dettagli della suite in pietra sono nella pagina della Romantic Cave.
Una base nel cuore di Civitavecchia
Tre sistemazioni indipendenti a pochi passi dal porto storico e da Largo della Pace: il monolocale Sveva St. Flat con angolo cottura, la Amos Suite con vasca idromassaggio e la Romantic Cave con sauna.